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Elemento soprannumerario incluso: caso clinico

Obiettivi  Descrivere il quadro clinico di un paziente portatore di un elemento dentario soprannumerario situato nella premaxilla (mesiodens) in posizione palatale e migrazione centripeta.

È stato effettuato un intervento di chirurgia orale che ha permesso l’avulsione dello stesso con approccio vestibolare.

Materiali e metodi  Si è presentato alla nostra osservazione un paziente di 50 anni lamentando dolenzia nella zona interessata dalla tumefazione, che si accentuava notevolmente con la palpazione in corrispondenza del pavimento della cavità nasale corrispondente.

L’esame obiettivo mette in evidenza una tumefazione, dolente alla palpazione, a carico della premaxilla sinistra in assenza di tragitti fistolosi e palpazione dolorosa a carico della fossa nasale di sinistra.

Dalla visualizzazione dell’OPT si evidenzia elemento soprannumerario incluso, con annessa area osteolitica, ruotato di 180° e in migrazione centripeta verso la fossa nasale sx e trattamento canalare di 2.2.

La TC del mascellare superiore mette in evidenza l’elemento soprannumerario situato nella premaxilla e la relativa area osteolitica nel cui contesto si apre l’apice radicolare del 2.2; è, inoltre, evidenziabile l’interessamento della corticale del pavimento della cavità nasale di sinistra. Si procede all’intervento, in anestesia locale, con accesso vestibolare e sopracrestale.

Il lembo vestibolare è stato preferito perché:

  • il mesiodens, pur essendo in posizione palatale rispetto agli elementi dentari contigui, è migrato molto cranialmente restando solo il terzo apicale in relazione con i contigui 2.1 e 2.2;
  • l’area osteolitica essendosi estrinsecata molto di più vestibolarmente permetteva una breccia osteotomica più semplice rispetto a una breccia palatale.

È stata effettuata un’incisione trapezoidale a tutto spessore e a bisello interno. Dopo scollamento e scheletrizzazione della premaxilla, si effettua una breccia vestibolare, con frese ossivore di Lindhemann, che consente l’accesso all’elemento incluso.

L’estrazione dell’elemento soprannumerario viene effettuata solo dopo odontotomia, con separazione in senso trasversale della metà coronale da quella radicolare. Dopo adeguata irrigazione della cavità con soluzione fisiologica sterile, si procede a effettuare la sutura a punti staccati.

La guarigione anatomica e clinica dei tessuti ha richiesto il ritrattamento canalare del 2.1 e 2.2.

Risultati e conclusioni  Lo sviluppo del mesiodens, che inizia nel 50% dei casi prima della nascita, è caratterizzato da morfologia e mineralizzazione difettose con un aumento della parte organica e minor contenuto di parte inorganica. Il 90% dei denti soprannumerari si localizza nella regione della premaxilla.

L’eziologia di quest’anomalia dentaria è largamente sconosciuta e solo nel 31% dei casi è possibile individuare un fattore ereditario; per quel che riguarda la patogenesi, la teoria più accreditata è quella che vede la formazione del mesiodens da una iperattività della lamina dentaria in seguito a stimoli di tipo traumatico, accidentale o ad alterazioni genetiche.

Significato clinico  L’interesse presentato da questo caso clinico deriva dal fatto che l’elemento soprannumerario, rimasto asintomatico per molti anni, è stato diagnosticato a seguito di un processo infiammatorio acuto in un paziente non più adolescente, dato che nella maggior parte dei casi la diagnosi di dente soprannumerario avviene in giovane età.

Non è nota la situazione anatomica precedente al processo infiammatorio; è molto probabile che i batteri che hanno determinato tale processo siano arrivati per via endodontica dal 2.2, con il coinvolgimento secondario del soprannumerario e del 2.1.

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doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.06.2019.07

Table of Content: Vol. 87 – Issue 06 – Giugno 2019