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Protesi fissa: full immersion, overview e aspetti attuali – Modulo 1: Le preparazioni parziali posteriori e totali anteriori e posteriori in protesi fissa

OBIETTIVI: In questo Modulo vengono prese in rassegna le preparazioni dentali da protesi fissa per la realizzazione di manufatti protesici indiretti parziali posteriori (intarsi di vario genere, inlays- onlays overlays, table-top/overlay- veneers o veneerlays) e indiretti totali anteriori e posteriori (corone complete).
Lo scopo è quello di porre l’attenzione del partecipante sulle indicazioni cliniche e sulle modalità esecutive, sui criteri decisionali, sulla tipologia di preparazioni esistenti e sul loro preciso contesto clinico.

MATERIALI E METODI: Per perseguire tali obiettivi sono riassunte le indicazioni cliniche e le modalità esecutive di ogni preparazione relativa alle tipologie di restauri oggetto del lavoro, unitamente ai loro distinguo. Vengono distinti i materiali utilizzabili per realizzare tali restauri, le loro ripercussioni esecutive, il loro razionale d’uso nella clinica protesica di tutti i giorni in relazione alla recente letteratura esistente raccolta attraverso le principali banche dati (PubMed, Medline, Scopus, Google Scholar e Cochrane Library).

RISULTATI E DISCUSSIONE: I risultati riportati in letteratura evidenziano la nota variabilità di tipologie di preparazioni protesiche esistenti per realizzare restauri indiretti totali anteriori e sia parziali che totali posteriori, nonchè la loro recente rivisitazione. Tra i restauri parziali indiretti posteriori emerge l’esistenza di una grossa distinzione tra restauri intra-coronali senza copertura cuspidale (inlays), con copertura cuspidale parziale (onlays) o completa (overlays), associata anche al cerchiaggio e non solo alla ricopertura delle cuspidi, prevalentemente quelle di stampo.
Una tipologia particolare di restauri indiretti parziali posteriori è associata alla copertura parziale o completa della superficie occlusale e anche vestibolare (table-top/overlay-veneers o veneerlays). In caso di corone complete vi è univo cità di dati riscontrati relativi alla loro indicazione esecutiva, sebbene le linee di finitura marginale come è noto possano essere diverse.

CONCLUSIONI: Non esistendo in protesi fissa la restitutio ad integrum, il primum movens del moderno odontoiatra conservatore e protesista deve essere quello di preservare la maggiore quantità di struttura
dentale residua possibile. I parametri decisionali e la conoscenza delle linee guida divengono elementi fondamentali per perseguire questi scopi, coniugando tale esigenza alle diverse situazioni cliniche in cui l’odontoiatra si trova quotidianamente.

SIGNIFICATO CLINICO: Analisi di configurazione cavitaria, classe di appartenenza dentale e talvolta scheletrica, impegno funzionale dell’elemento dentario, valutazione della struttura dentale residua, spessori cuspidali, paziente protesico sano e non affetto da malattia parodontale o al contrario paziente malato parodontale e dunque “perio-protesico”, settore di terapia, biotipo gengivale, necessità di considerare un futuro eventuale “rientro” terapeutico costituiscono alcuni dei numerosi criteri decisionali che il buon protesista deve quotidianamente cercare di seguire improvvisando il meno possibile e, al contrario, cercando di aderire a protocolli clinico-esecutivi predicibili e ben codificati, in grado di elevare al massimo la significatività clinica del proprio operato.

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Table of Contents: Vol. 92 – Issue 6 – Giugno 2024

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