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Rimozione di un calcolo del dotto di Wharton con sialodocoplastica

Obiettivi: lo scopo del presente articolo è quello di riportare un caso clinico di rimozione chirurgica di un calcolo salivare con conseguente sialodocoplastica. Tale tecnica è stata presa in considerazione come coadiuvante alla rimozione del calcolo per prevenire future recidive.
Materiali e metodi: si riporta il caso di una donna, giunta all’attenzione degli autori presentando una tumefazione indurita a carico del pavimento linguale, nel tratto anteriore del dotto di Warthon. Il trattamento è consistito nella rimozione chirurgica del calcolo con successiva sialodocoplastica.
Risultati: il controllo clinico eseguito a distanza di 14 giorni dall’intervento ha confermato un’ottima guarigione del
sito chirurgico e la completa risoluzione del quadro patologico.
Conclusioni: la sialodocoplastica potrebbe essere considerata un valido approccio terapeutico nel mantenimento della pervietà dei dotti salivari dopo la rimozione chirurgica del calcolo ostruente.
Significato clinico: l’intervento di rimozione chirurgica è un’alternativa terapeutica risolutiva in pazienti con calcoli salivari più voluminosi, che provocano ostruzione dei dotti con conseguente ristagno salivare. La sialodocoplastica può risultare un intervento aggiuntivo efficace che richiede minore tempo alla poltrona, invasività ridotta e non aumenta il discomfort post-operatorio del paziente.

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