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Viaggio al centro dell’odontoiatria pubblica
Qual è lo stato di salute dell’odontoiatria pubblica italiana? Quale integrazione/collaborazione è possibile con il sistema privato? Siamo andati a scoprirlo all’interno di una Ausl, quella di Piacenza, che dal 1998 offre un servizio di eccellenza, in ospedale e sul territorio. Un viaggio a più voci con il direttore generale dell’Azienda Usl, Luca Baldino (nella foto), e il direttore dell’UOSD odontostomatologia e maxillo-facciale “Disabilità e Progetti speciali”, Aldo Oppici.
Dottor Baldino, qual è l’offerta della sua Ausl in termini di odontoiatria?
L’azienda Usl di Piacenza che dirigo è probabilmente oggi una delle più avanzate nel campo dell’odontoiatria pubblica. Operiamo su due fronti: il reparto odontoiatrico ospedaliero e gli ambulatori nelle Case della Salute che coprono il bisogno di odontoiatria territoriale. In Emilia Romagna le Case della Salute sono strutture dove concentriamo le attività non ospedaliere, soprattutto in tema di prevenzione, su bacini di utenza anche molto piccoli, intorno ai 30 mila abitanti. In ambito odontoiatrico tuteliamo le fasce deboli: cittadini che per livello di reddito, patologia, disabilità più difficilmente vengono gestiti dal servizio privato. Garantiamo una copertura di alto livello a disabili, ragazzi autistici, persone con patologie come Hiv, cardiopatici, tossicodipendenti. Ci occupiamo della patologia orale per quanto attiene alla parte oncologica. Certo, sarebbe molto interessante immaginare in regione, nei prossimi anni, la costituzione di uno o più centri specializzati in oncologia odontoiatrica.
Quale difficoltà incontra nell’organizzare un servizio di questo tipo?
La difficoltà principale è tutta in termini di risorse disponibili. C’è poi anche un tema organizzativo importante: quello di strutturare al meglio il servizio sull’intera provincia di Piacenza che conta 300 mila abitanti e fa capo a un’unica azienda, la mia Usl. Forse non tutti, infatti, sanno che l’odontoiatria pubblica è organizzata con pochi dipendenti – escludendo il contributo universitario – e con molti medici cosiddetti “sumaisti”. Noi abbiamo 16 specialisti: 2 sono dipendenti a tempo pieno, gli altri a contratto Sumai e coprono dalle 20 alle 36 ore settimanali. È evidente che la prima difficoltà è riuscire a rendere la rete più efficace dal punto di vista professionale, strutturando meglio il personale non dipendente. Per questo recentemente abbiamo portato tutta la rete degli specialisti territoriali sotto la responsabilità diretta del dottor Aldo Oppici, già responsabile ospedaliero.
Quanto incide l’odontoiatria sul vostro budget?
Su un bilancio di 600 milioni di euro l’anno, i costi dedicati all’odontoiatria sono di circa 1 milione e 500 mila euro, esclusa la protesica. Nonostante l’Emilia Romagna sia tra le regioni che investe di più, le cifre sono ancora piccole se confrontate con altre specialità. Così come il numero di occupati: nella nostra Usl lavorano 3600 persone tra medici, infermieri, amministrativi. L’odontoiatria ne assorbe 16.
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