Articles
Una nuova odontoiatria
In un sistema isolato, l’entropia tende spontaneamente ad aumentare. È un principio della termodinamica, ma anche una metafora efficace per descrivere la nostra professione.
Noi odontoiatri ci siamo progressivamente isolati: culturalmente, socialmente e tra generazioni. Abbiamo raggiunto livelli di competenza straordinari, ma spesso perdendo una visione comune. Ne deriva una crescente frammentazione tra Università e professione, giovani e colleghi più esperti, qualità clinica e sostenibilità economica. Anche il modello professionale sta cambiando. Diminuiscono gli odontoiatri proprietari di studio e i giovani disposti a subentrare nelle strutture esistenti.
Le nuove generazioni cercano modalità di lavoro differenti: l’Università dovrà comprenderle e preparare professionisti non soltanto competenti clinicamente, ma capaci di lavorare in gruppo e affrontare gli aspetti organizzativi ed economici della professione.
Emblematico è il rapporto tra odontoiatria ed estetica, soprattutto nel distretto periorale. L’odontoiatra è abilitato a eseguire determinati trattamenti, ma raramente riceve una formazione universitaria organica e scientificamente strutturata, affidandosi così a insegnamenti esterni spesso prevalentemente “artigianali”.
Infine, vi è il tema dei costi. Tecnologie, materiali, personale e formazione richiedono investimenti crescenti. Ignorare la sostenibilità economica rischia di rendere le cure meno accessibili e di compromettere la qualità della professione.
Per contrastare l’entropia odontoiatrica dobbiamo quindi riaprire il sistema e ricostruire il dialogo tra generazioni, Università e professione, clinica ed economia, salute ed estetica. Solo così potremo governare il cambiamento, anziché subirlo.



