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Così ci vedono
Poche settimane fa, Aula Magna della Statale di Milano, inaugurazione dell’anno accademico del Corso di Laurea in Odontoiatria. Il Presidente del Collegio didattico ha avuto una bellissima idea: presentare agli studenti le principali società scientifiche per mostrare loro una parte importante della comunità odontoiatrica nazionale e un modo speciale, diverso, di esercitare la professione. Dopo gli interventi istituzionali sfilano sul palco una decina di società, i cui presidenti o delegati presentano con sincera passione le rispettive discipline ai futuri colleghi, insieme a iniziative culturali e scientifiche.
La mattina seguente, l’ambulatorio in cui molti dei suddetti studenti svolgono il tirocinio clinico. Insieme ad alcuni di loro commento gli interventi del giorno prima, si scherza. Una studentessa dell’ultimo anno fa un passo avanti e afferma, seria: “Io non mi sono divertita affatto. Hanno parlato solo maschi cinquantenni. Non mi è venuta voglia di avvicinare queste società scientifiche”. Ci penso un attimo e realizzo che è andata proprio così, ma io, maschio cinquantenne, non me ne ero accorto.
Allora mi viene in mente una pausa pranzo di poche settimane prima, in compagnia delle specializzande in chirurgia orale appena tornate dal congresso di una delle società scientifiche di cui sopra, quando una di loro mi aveva detto: “Tutto molto interessante, ma per ascoltare l’intervento di una donna ho dovuto aspettare l’ultima relazione dell’ultima sessione, dopo un giorno e mezzo di congresso solo al maschile”.
Primi di settembre di quest’anno, un’aula della Statale, concorso di ammissione a Medicina e Odontoiatria. Sono a compiere il mio dovere di assistenza e vigilanza. Come da regolamento, prima che il test cominci, conto i presenti e realizzo che su quarantacinque candidati i maschi sono solo otto.
Come diceva quel tale parlando di una bionda: “Meditate gente, meditate”.
Buona lettura.
Giovanni Lodi, Direttore Scientifico Dental Cadmos



