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Protocollo per l’autotrapianto di canini inclusi in chirurgia guidata: tecnologia CAD/CAM e magneto-dinamica

OBIETTIVI: Scopo di questo dossier è presentare al lettore un protocollo clinico per l’autotrapianto in chirurgia guidata di canini mascellari inclusi, partendo dall’iter terapeutico e decisionale fino all’esecuzione step-by-step, alla luce di tutte le moderne conoscenze in ambito di tecnologia CAD/CAM e magneto-dinamica.
Viene inoltre analizzata la letteratura più recente riguardo le alternative terapeutiche a disposizione per il trattamento dell’inclusione dei canini superiori, con particolare enfasi sulla tecnica chirurgica dell’autotrapianto dentale.

MATERIALI E METODI: Viene presentato un protocollo operativo articolato in 10 fasi per l’esecuzione di un autotrapianto in chirurgia guidata di canino mascellare incluso. Viene inoltre esposto un caso clinico esplicativo della tecnica descritta, che comprende il percorso diagnostico clinico e radiografico, le fasi di rielaborazione e progettazione digitale del caso, fino all’esecuzione dell’intervento di autotrapianto e follow-up a 1 anno.

RISULTATI: Come riportato in letteratura e confermato dal caso clinico esemplificativo riportato nel presente studio, grazie alla costruzione tramite le scansioni di una CBCT di dime chirurgiche e inserti customizzati, oltre alla replica 3D del dente donatore, è possibile minimizzare i tempi chirurgici e il numero di fitting test all’interno del neo-alveolo, rendendo la pratica dell’autotrapianto un’alternativa predicibile nel trattamento dei canini superiori inclusi.

DISCUSSIONE: Dall’analisi della letteratura emerge che la migliore soluzione a lungo termine per la gestione dell’inclusione dei canini superiori sia un trattamento di tipo intercettivo, allo scopo di permettere al dente permanente di erompere correttamente nell’arcata dentaria. Tra le alternative, l’esposizione chirurgica e la trazione ortodontica (da sole o come tecnica combinata) sono comunemente utilizzate nella pratica clinica, pur non essendo scevre da rischi come il riassorbimento radicolare o l’anchilosi del canino ectopico. L’ortodonzia in particolare è spesso rifiutata dai pazienti per via della durata del trattamento o dei costi economici.
L’autotrapianto risulta l’alternativa biologica più predicibile, laddove possibile, e dal minore costo economico per il paziente. Inoltre, questo intervento fornisce l’opportunità di eseguire una riabilitazione implanto-protesica in un secondo momento, o alternativamente al suo fallimento, particolarmente nei pazienti giovani che sono ancora in via di sviluppo per i quali può essere considerato come un trattamento transitorio.

CONCLUSIONI: Come illustrato in questo dossier, grazie alla realizzazione di dime chirurgiche e di inserti e repliche 3D customizzate partendo dalle scansioni della CBCT, è possibile minimizzare la possibilità di errori clinici, rendendo i casi complessi più efficienti e predicibili.
L’autotrapianto dentario rappresenta una valida soluzione sia estetica sia funzionale per il trattamento dell’inclusione dei canini mascellari, nei casi in cui altri tipi di trattamento non costituiscano alternative praticabili o laddove queste si siano dimostrate fallimentari.

SIGNIFICATO CLINICO: Presentare un protocollo clinico per la gestione dei canini superiori inclusi mediante la tecnica dell’autotrapianto dentale in chirurgia guidata, sfruttando la moderna tecnologia CAD/CAM e magneto-dinamica.

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Table of Contents: Vol. 90 – Issue 10 – Dicembre 2022

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