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Laser in odontostomatologia: principali applicazioni – Modulo 2: Il laser nella gestione delle patologie delle ossa mascellari
OBIETTIVI: Le innovazioni tecnologiche nel campo ottico sono sempre più frequenti in ambito medico, in particolare odontoiatrico. Nell’ultimo decennio i laser hanno assunto un ruolo preminente nella chirurgia orale, sia mucosa che ossea, offrendo notevoli vantaggi sia per l’operatore (vantaggi tecnici) che per il paziente (vantaggi clinici e biologici). Il presente Modulo ha l’obiettivo di descrivere come la tecnica di fotobiomodulazione e di ablazione laser possa essere vantaggiosa nella chirurgia delle ossa mascellari, in particolar modo in alcune situazioni cliniche indicate nel testo.
MATERIALI E METODI: La chirurgia ossea laser può essere ditipo conservativo (vaporizzazione laser del tessuto osseo) o resettivo (debridement, sequestrectomia, resezione di porzioni ossee più estese). Un ausilio intra-operatorio durante la chirurgia ossea laser è rappresentato dall’autofluorescenza ossea (AF) che è in grado di evidenziare, tramite una diminuzione della fluorescenza, i tessuti patologici. Secondo i dati della letteratura e in base all’esperienza clinica e operatoria degli autori, le indicazioni dell’utilizzo della chirurgia laser delle ossa mascellari sono molteplici. Di grande utilità è l’utilizzo della fotobiomodulazione laser, combinata a una profilassi antibiotica e a un’eventuale vaporizzazione ossea con laser a erbio, per gli interventi chirurgici in pazienti a rischio (per esempio, oncologici e/o osteometabolici). Nell’estrazione di denti o impianti è vantaggioso utilizzare sia il laser a erbio che quello a neodimio per i processi di disinfezione e di stabilizzazione del coagulo. Nelle estrazioni di denti inclusi viene indicata la fotobiomodulazione intra- e post-operatoria e l’ablazione ossea con il laser a erbio. Nelle patologie ossee benigne, nelle osteomieliti e nelle osteonecrosi delle ossa mascellari è indicato l’utilizzo di un’ablazione ossea con il laser a erbio e/o la fotobiomodulazione, mentre nelle patologie ossee maligne si consiglia in aggiunta la vaporizzazione ossea con il laser a erbio.
RISULTATI: Lo stato dell’arte della letteratura evidenzia come l’utilizzo del laser durante la chirurgia delle ossa mascellari nei pazienti a rischio porta a una riduzione del fenomeno di osteonecrosi; nelle estrazioni dentarie o implantari vi è una più rapida remineralizzazione ossea e minore discomfort post-operatorio. Nelle estrazioni di denti inclusi, negli interventi di biopsia incisionale e/o escissionale di patologie ossee benigne e maligne l’utilizzo del laser permette di ottenere maggiori vantaggi tecnici, clinici e biologici rispetto all’uso della tecnica rotante tradizionale; inoltre, in presenza di osteomieliti e osteonecrosi mascellari il laser ha un effetto battericida, favorisce la nuova vascolarizzazione ossea e l’adesione dei tessuti di rivestimento.
CONCLUSIONI: L’utilizzo del laser, sia in modalità fotobiomodulante che ablativa, presenta capacità superiori alla fresa chirurgica per quanto riguarda la precisione e la pulizia di taglio, con conseguenti effetti positivi sulla guarigione e sul decorso post-operatorio del paziente.
SIGNIFICATO CLINICO: Secondo le attuali prospettive, l’applicazione delle diverse lunghezze d’onda laser risulta notevolmente vantaggiosa sia per l’operatore che per il paziente durante l’attività chirurgica oro-maxillo-facciale.
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