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Apnee ostruttive del sonno, l’approccio ortodontico nella multidisciplinarietà

La sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS) ha assunto una rilevanza clinica sempre più evidente, tanto che oggi l’approccio a questa patologia è decisamente multidisciplinare, essendo coinvolte specialità quali la pneumologia, la cardiologia, l’otorinolaringologia, la chirurgia maxillo-facciale, l’odontoiatria e in particolare l’ortodonzia.

Tra le personalità di spicco in questo settore è la professoressa Antonella Polimeni, che nel febbraio 2015 ha pubblicato per il Ministero della Salute le Linee guida nazionali per la prevenzione e il trattamento odontoiatrico della sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS) e nell’aprile 2016 un documento analogo per l’età evolutiva.

Professoressa Polimeni, può ricordare le caratteristiche fondamentali dell’OSAS?
È un disturbo respiratorio del sonno caratterizzato da episodi ripetuti di completa (apnea) o parziale (ipopnea) ostruzione delle vie aeree superiori, con riduzioni dei valori della saturazione d’ossigeno arteriosa e possibile aumento dell’anidride carbonica ematica. Le ripetute apnee e ipopnee determinano uno sforzo respiratorio con possibili variazioni della frequenza cardiaca e aumento dei valori della pressione arteriosa, sia sistemica sia polmonare. Il sonno può risultare frammentato da parziali risvegli di cui il paziente non è consapevole, per cui l’apnea non permette di raggiungere il sonno profondo ristoratore e causa sonnolenza diurna. Tutti questi fattori influiscono molto sulla qualità di vita del paziente e sono destinati a evolvere verso quadri clinici più gravi, con maggiore possibilità di comparsa di patologie cardiovascolari.

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doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.04.2017.03