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Odontoiatria e cancro della bocca: dai fattori di rischio alla riabilitazione – Modulo 5: Gestione odontoiatrica del paziente trattato per cancro orale: prevenzione e riabilitazione

Obiettivi  La chirurgia maxillo-facciale oncologi­ca resettiva e ricostruttiva ha oggi rag­giunto livelli altissimi ed è in grado, sempre più spesso, di restituire ai pa­zienti estetica e funzione del viso. Nel paziente trattato per cancro orale, l’odontoiatra ricopre un ruolo fonda­mentale trovandosi ad affrontare te­rapie molto complesse. L’esito delle procedure chirurgiche e la conte­stualità, talvolta, della radioterapia lo­co-regionale, con annessi effetti col­laterali orali a lungo termine, possono determinare rilevanti alterazioni dell’identità psicologica ed emotiva del paziente, perché possono scon­volgerne estetica ed espressione del volto, così come fisiologia e funzione dell’apparato stomatognatico e del viso, stravolgendo fonetica, mimica, masticazione e deglutizione.

Questi pazienti richiedono massima at­tenzione da parte dell’odontoiatra non solo per prevenire le più comuni patolo­gie dentali a carico degli elementi rima­sti in arcata, ma anche per garantire l’adeguata riabilitazione protesica. Lo scopo del presente Modulo è forni­re all’odontoiatra gli strumenti ade­guati alla corretta gestione del pazien­te oncologico testa-collo. Nel dettaglio, si tratteranno le più comuni conse­guenze locali a lungo termine della ra­dioterapia al distretto testa-collo e ver­ranno fornite indicazioni cliniche relati­ve alla loro prevenzione. Si procederà, altresì, alla descrizione delle diverse alternative riabilitative.

Materiali e metodi  È stata analizzata la più recente lettera­tura scientifica, consultando il database PubMed, per fornire indicazioni utili all’o­dontoiatra in termini di: gestione degli ef­fetti collaterali a lungo termine, a livello orale, della radioterapia (iposalivazione, trisma, osteoradionecrosi e carie dentale radio-indotta); gestione del paziente trat­tato chirurgicamente per tumore orale e che necessita di riabilitazione protesica.

Risultati  Il paziente trattato chirurgicamente per tumore orale e radiotrattato presenta, nella maggioranza dei casi, iposalivazio­ne severa, che lo pone a rischio elevatis­simo di carie e di candidosi ricorrenti. La fluoroprofilassi locale, insieme alla ge­stione dell’iposalivazione, ricopre un ruo­lo di fondamentale importanza in termini cario-preventivi, per allontanare la pro­babilità di estrazioni che, in questi pa­zienti, sono relativamente controindicate a causa del rischio di osteoradionecrosi.

In termini riabilitativi, le condizioni ana­tomiche dei pazienti trattati chirurgica­mente e/o radiotrattati per neoplasie orali risultano inevitabilmente alterate e richiedono, da parte dell’odontoiatra, grande capacità di personalizzazione delle soluzioni protesiche, le quali, a volte, possono esitare in veri e propri compromessi funzionali e/o estetici.

Le limitazioni possono essere di ordi­ne clinico (spesso questi pazienti, in particolare se radiotrattati, non posso­no trovare supporto nell’implantolo­gia); spaziali per le aderenze cicatri­ziali o le ricostruzioni chirurgiche; fi­siologiche per il cambiamento dell’e­cosistema del cavo orale conseguente le terapie oncologiche. La protesi ri­movibile, sia tradizionale che combi­nata al supporto o alla ritenzione im­plantare (ove possibile), offre un’in­trinseca duttilità spaziale, adattabilità e polivalenza funzionale.

Conclusioni  Il team odontoiatrico deve saper co­noscere le complicanze legate alle te­rapie oncologiche, in particolare cor­relate alla radioterapia della testa e del collo, ed essere pronto per la loro corretta gestione. La riabilitazione protesica si configura come procedu­ra complessa fin dal principio, dove l’alleanza terapeutica e lo stretto fol­low-up rivestono un ruolo chiave.

Significato clinico  Il trattamento di tumori del distretto te­sta-collo può comportare importanti cambiamenti nella vita dei pazienti. Il team odontoiatrico deve essere a cono­scenza di tutti gli effetti collaterali che le terapie possono comportare al fine di po­ter trattare consapevolmente il paziente nelle fasi di maggior disagio, garantire un corretto follow-up e, ove necessario, es­sere in grado di identificare le migliori so­luzioni riabilitative protesiche.

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Table of Content: Vol. 89 – Issue 05 – Maggio 2021