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Single Cone + BCS vs. MTA apical plug nel trattamento di apici ampi: studio prospettico a un anno
L’obiettivo del trattamento endodontico è prevenire l’insorgenza della Parodontite Periapicale Cronica (PPC) o creare le condizioni favorevoli alla guarigione. La presenza di microrganismi all’interno del sistema endodontico rappresenta il principale fattore eziologico della patologia pulpare e periapicale. Sagomatura e detersione hanno lo scopo di ridurre il più possibile la carica batterica endodontica, sebbene non sia possibile ottenere l’assoluta sterilità canalare. Pertanto, il sigillo tridimensionale dell’intero volume endodontico è un requisito imprescindibile per minimizzare la replicazione e la diffusione di microrganismi residui, favorendo la guarigione e riducendo il rischio di riacutizzazioni. Il sistema di otturazione che più si avvicina ai requisiti ideali descritti da Louis I. Grossmann è l’associazione tra guttaperca (GP) e cemento canalare (sealer). Il sealer è il vero protagonista del sigillo: crea l’interfaccia tra GP e pareti canalari, penetra nelle irregolarità anatomiche e nei tubuli dentinali, sigillando auspicabilmente in modo duraturo tutte le vie di comunicazione con in tessuti periapicali. Le tecniche a caldo consentono di superare molti limiti dei cementi tradizionali. La termoplasticizzazione della guttaperca, associata alla spinta verticale in un sistema canalare adeguatamente sagomato con forma tronco- conica, determina la scomposizione della forza in vettori laterali, favorendo la penetrazione del materiale nelle aree anatomiche più irregolari e migliorando il riempimento tridimensionale dell’intero volume endodontico. Ciò consente di aumentare la superficie di contatto tra sealer e pareti canalari, pur usandone una quantità ridotta. Poiché i sealer sono soggetti a contrazione durante l’indurimento e a parziale solubilità nel tempo, la riduzione del loro volume contribuisce a migliorare la stabilità del sigillo a lungo termine, riducendo il rischio di microleakage. Vi sono casi in cui l’otturazione endodontica rappresenta una sfida significativa: incompleto sviluppo radicolare, varianti anatomiche complesse (canali C-shaped), riassorbimento apicale infiammatorio, fallimenti di trattamenti retrogradi. L’anatomia apicale è fortemente irregolare, con diametri > 0,70 mm, sezioni asimmetriche e presenza di nicchie e anfratti. La morfologia può essere ovale, ovalare o semicircolare e le pareti radicolari sono spesso sottili, con conicità nulla o inversa. In tali condizioni le tecniche tradizionali di otturazione a caldo risultano meno efficaci[5]. L’impossibilità di conferire una forma tronco- conica e l’assenza di una costrizione apicale regolare rendono impreciso il controllo del materiale sulla Lunghezza di Lavoro (LL), con conseguente rischio di sotto-riempimento, overfilling e persistenza dell’infiammazione cronica.
Anche i sealer tradizionali sono meno idonei: la minore spinta laterale richiede una maggiore quantità di materiale, mentre la difficoltà nel controllo dell’umidità compromette l’adesione alle pareti canalari e la stabilità del sigillo, aumentando il rischio di microleakage.
Il gold standard per l’otturazione di apici ampi e irregolari è l’MTA apical plug. L’MTA è il primo di una serie di materiali bioceramici, che nel tempo hanno subito modifiche nella composizione, nella forma, nelle indicazioni e nelle modalità d’impiego. Si distinguono dai sealer tradizionali per la capacità di sigillo anche in ambiente umido, la maggiore stabilità dimensionale, l’assenza di contrazione durante l’indurimento, la ridotta solubilità nel tempo e la maggiore attività antibatterica, risultando quindi meno suscettibili al microleakage. Non mostrano citotossicità e interagiscono con i tessuti biologici migliorando la qualità del sigillo e favorendo la guarigione apicale. Pertanto, sono i materiali più indicati per l’otturazione endodontica ortograda in elementi con apici ampi (>0,70 mm) e morfologia irregolare.
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