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Strade digitali per una nuova odontoiatria – Modulo 1: Il paziente digitale in protesi

OBIETTIVI: L’obiettivo di questo Modulo è analizzare come le moderne tecnologie digitali abbiano trasformato la disciplina odontoiatrica, rendendola più precisa, predicibile e integrando con maggiore immediatezza le diverse specialità. Saranno descritte le principali innovazioni introdotte negli ultimi anni, come gli scanner intraorali, che consentono di rilevare impronte digitali ad alta precisione migliorando il comfort del paziente, e i sistemi CAD/ CAM, che permettono la progettazione e la realizzazione di manufatti protesici con workflow completamente digitale. Verranno approfonditi i vantaggi offerti dalla stampa 3D e dai nuovi materiali estetici e resistenti, analizzando le fasi di produzione e adattamento clinico. Particolare attenzione sarà dedicata ai sistemi di smile design digitale e agli scanner facciali, strumenti che consentono una pianificazione estetica integrata con le caratteristiche morfologiche del volto del paziente, migliorando la comunicazione e la previsione del risultato finale.

MATERIALI E METODI: È stata condotta un’analisi approfondita della letteratura scientifica internazionale più recente, reperita attraverso le principali banche dati biomediche e scientifiche, tra cui PubMed, Scopus e Google Scholar, al fine di garantire un quadro aggiornato, completo e basato sulle evidenze disponibili. Alla revisione della letteratura è stato affiancato un caso clinico esemplificativo dei temi esaminati, condotto con flussi completamente digitali dalla prima visita alla cementazione finale.

RISULTATI: I dati presenti in letteratura evidenziano l’importanza di una valutazione preliminare digitale del cavo orale e dei tessuti circostanti prima della progettazione protesica. La misurazione accurata delle arcate dentarie, la morfologia dei tessuti molli e la posizione degli elementi dentari residui diventano elementi imprescindibili per pianificare restauri protesici precisi e predicibili. Gli strumenti digitali più utilizzati includono scanner intraorali, scanner facciali e software di smile design, che consentono di acquisire dati tridimensionali accurati e di simulare virtualmente il risultato estetico e funzionale del trattamento. L’integrazione con sistemi di progettazione CAD e sistemi di stampa 3D e di fresaggio permette di realizzare manufatti personalizzati e ottimizzati per l’anatomia del paziente. La variabilità dei protocolli riportati non consente ancora una standardizzazione completa, ma le evidenze confermano la maggiore predicibilità dei workflow digitali rispetto ai metodi tradizionali.

CONCLUSIONI: L’odontoiatra deve conoscere in dettaglio i principi della progettazione protesica digitale per sfruttare al massimo i vantaggi offerti dal flusso di lavoro digitale e garantire risultati predicibili sia dal punto di vista funzionale che estetico. L’uso di strumenti digitali riduce errori e variabilità, consentendo interventi meno invasivi, ottimizzati per la morfologia individuale del paziente. In caso di pazienti complessi, un approccio digitale completo (scanner intraorale + progettazione digitale + CAD/CAM) è preferibile rispetto a tecniche tradizionali, per garantire coerenza tra estetica, funzione e comfort.

SIGNIFICATO CLINICO: L’adeguata valutazione digitale del cavo orale e la progettazione del restauro protesico sono fondamentali per ottenere risultati predicibili, sia estetici sia funzionali. La precisione dei dati acquisiti tramite scanner intraorali e scanner facciali, la simulazione tramite smile design e l’integrazione con i dati dinamici di jaw tracking consentono di pianificare manufatti protesici ottimizzati, sia per il profilo di emergenza dei tessuti molli che per la corretta funzione occlusale. Il corretto utilizzo dei workflow digitali garantisce adattamenti precisi, tempi di consegna ridotti e una maggiore predicibilità del risultato finale. In caso di restauri provvisori o definitivi, la gestione digitale dei sovracontorni e della forma protesica influenza direttamente lo sviluppo e la maturazione dei tessuti molli peri-implantari, migliorando l’armonia estetica e la stabilità funzionale.

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Table of Contents: Vol. 94 – Issue 1 – Gennaio 2025

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