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Neoformazione violacea mandibolare e terapia anticoagulante
Una donna di 80 anni giunge in visita presso l’ambulatorio di medicina orale per la presenza di una neoformazione mandibolare. La paziente riferisce che tale neoformazione è presente da circa 1-2 settimane e ha mostrato una lenta e progressiva crescita. La paziente assume i seguenti farmaci: edoxaban, acido acetilsalicilico, bisoprololo, zofenopril, allopurinolo, atorvastatina.
A livello extra-orale non sono apprezzabili segni di tumefazione né di linfoadenopatia laterocervicale. A livello intra-orale è possibile apprezzare una neoformazione di circa 2,5 cm di asse maggiore, tondeggiante e localizzata a livello della sella edentula del terzo quadrante estesa distalmente all’elemento 34.
La neoformazione appare di consistenza elastica e non indurita e risulta essere non dolente alla palpazione.
La paziente non riferisce alcuna alterazione della sensibilità a carico dell’emilabbro inferiore sinistro e afferma di non essersi sottoposta recentemente ad alcun intervento/trattamento odontoiatrico. Riferisce inoltre l’esfoliazione spontanea di un elemento dentario in tale area, avvenuta circa 2-3 settimane prima.
Tuttavia, la paziente non è in grado di definire chiaramente e con certezza se la lesione fosse già presente, in dimensioni ridotte, al momento dell’esfoliazione del dente o se fosse invece comparsa in seguito.
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