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Espansione rapida palatale: misurazioni mascellari e mandibolari con metodiche manuali e digitali

Obiettivi  Cercare l’esistenza di una correla­zione tra espansione rapida tra­sversale palatale e cambiamenti in larghezza, lunghezza e perime­tro dell’arcata superiore, nonché modificazioni di larghezza, lun­ghezza e perimetro dell’arcata in­feriore, come naturale conse­guenza di quelle del complesso mascellare nel tempo.

Materiali e metodi  Questo studio è stato condotto su un campione di 19 pazienti sui quali si è intervenuti mediante un’espansione rapida con appa­recchiatura fissa (RPE, rapid pala­tal expansion).

L’intero gruppo di soggetti è stato diviso in due campioni: il primo in cui i dati sono stati registrati pri­ma dell’inizio del trattamento d’espansione rapida palatale e al follow-up di 6 mesi dalla fine del periodo di attivazione; il secondo le cui informazioni sono state ac­quisite al tempo zero e al follow-up di 3 mesi.

Ogni paziente è sta­to trattato con un dispositivo or­todontico-ortopedico d’espansio­ne di tipo Hyrax a vite centrale con un protocollo di attivazione di un quarto di giro della vite tra­sversale eseguito due volte al giorno per i primi tre giorni e di una volta al giorno fino all’appun­tamento di controllo, a seguito del quale è stato prescritto di proseguire con le attivazioni di un quarto di giro, con frequenza giornaliera, in modo personaliz­zato per ogni singolo paziente, fi­no al raggiungimento dell’e­spansione programmata.

I dati sono stati raccolti con due diverse metodiche, messe in se­guito a confronto tra loro: le mi­surazioni sono avvenute dappri­ma manualmente, direttamente sui modelli studio in gesso, me­diante un calibro e quindi con metodo digitale in seguito a scansione degli stessi modelli di studio tramite scanner intraorale GC Aadva IOS (GC Europe N.V., Leuven, Belgio).

Per ciascun gruppo sono stati misurati al tempo zero e al tempo di follow-up post-espansione a livello ma­scellare e mandibolare: larghez­za inter-canina, larghezza inter-premolare, larghezza inter-mola­re, lunghezza antero-posteriore, perimetro dell’arco. È stato, infine, valutato l’indice di correlazione tra espansione tra­sversa del palato e variazione del perimetro d’arcata in seguito alla terapia ortodontico-ortopedica.

Risultati e conclusioni  Le acquisizioni manuali e digitali hanno mostrato risultati equipara­bili tra loro. I dati mostrano che non esistono differenze statistica­mente significative fra i due grup­pi al tempo zero, per entrambe le arcate.

I risultati mostrano una va­riazione maggiore per tutte le va­riabili prese in esame a favore del gruppo con follow-up a 6 mesi, dovuta alla maggiore possibilità di crescita della mandibola, diretta­mente proporzionale al maggior periodo di tempo trascorso tra le valutazioni; a livello statistico però si evidenziano valori non significa­tivamente differenti per quanto ri­guarda i parametri inter-canini, in­ter-premolari e per il perimetro d’arcata, al contrario dei dati inter-molari e della lunghezza antero-posteriore che risultano statistica­mente significativi.

Significato clinico  La presa in esame di due gruppi con differente follow-up ha mo­strato variazioni non omogenee per tutti gli elementi dentari; in partico­lare, a livello molare è necessario un arco di tempo maggiore per il raggiungimento di un’espansione ottimale.

I risultati di questo studio potranno essere sfruttati dal clinico per correggere morsi crociati po­steriori unilaterali o bilaterali, affol­lamenti dentari, soprattutto in pa­zienti con rapporti dente-arco sfa­vorevoli, permettendo così l’alline­amento, il ripristino di una corretta forma occlusale e della funzione, la correzione delle asimmetrie, non­ché la pianificazione di un tratta­mento ortodontico.

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doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.02.2020.06


Table of Content: Vol. 88 – Issue 02 – Febbraio 2020