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Sfide
Uno dei luoghi più singolari che ho trovato negli Stati Uniti è, nei fatti, un non-luogo; è un riferimento geografico, lì si intersecano 4 confini. Si chiama “Four Corners”; l’incrocio tra il 37° parallelo e il 109° meridiano terrestri genera un punto che, si volesse metaforicamente giocare ai quattro cantoni, porterebbe ogni giocatore in uno stato differente: Utah, Arizona, Colorado e Nuovo Messico.
L’odontoiatria moderna, almeno quella che riguarda il nostro paese, è a un crocevia analogo.
Attività libero professionale in grande evoluzione, vecchio e nuovo che appartengono a due mondi differenti. Richieste dei pazienti sempre più sofisticate e parcellizzate: odontoiatria dell’estetica sovrapposta all’odontoiatria votata alla terapia. Tecnologia in abbondanza e organizzazione del lavoro in grande trasformazione.
Ecco alcuni degli incroci che il nuovo mondo odontoiatrico si troverà ad affrontare
nel prossimo futuro.
Sono sfide affascinanti, che coinvolgono il mondo della formazione, che implicano legami con i rappresentanti di categorie e l’ordine professionale.
Basti pensare al settore dell’estetica peri-orale; autorizzata per legge, ma non completamente insegnata negli atenei, se non altro in modi canonici e uniformi.
Gettando nella mischia ulteriori idee: i costi necessari per avere una struttura idonea alle esigenze diagnostico-operative sono affrontabili solo da aggregazioni tra professionisti. Essere pronti per questi nuovi compiti – economici e gestionali
– non è affare semplice.
La transizione digitale occupa ancora meno del cinquanta per cento degli studi odontoiatrici che, per oltre il cinquanta per cento, sono in gestione a professionisti che hanno davanti non tantissimi anni di attività a pieno regime.
Saltare da un territorio all’altro è un esercizio che richiede molta lucidità mentale e una visione strategica che rappresenta un’autentica sfida; sarà molto importante affrontarla, ciascuno per le proprie competenze e abilità, in modo congiunto e sinergico.



