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Neoformazione sottomucosa linguale: un raro caso di granuloma plasmacellulare
OBIETTIVI: Lo scopo del presente articolo è illustrare nel dettaglio, dalla fase diagnostica a quella terapeutica, un caso emblematico di granuloma plasmacellulare sottolineando gli aspetti caratteristici riportati in letteratura, in particolare la sua possibile correlazione con la IgG4- RD (IgG4-related disease).
Obiettivo dell’articolo è anche quello di contribuire a implementare la carenza di articoli a riguardo in letteratura, dovuta essenzialmente alla rarità della manifestazione intraorale, così da facilitare il clinico specialista nella diagnosi differenziale. La diagnosi differenziale rappresenta un momento fondamentale nel processo clinico di ogni medico. Cogliere l’eventuale malignità di neoformazioni del cavo orale è importante per definire un corretto protocollo diagnostico-terapeutico il cui punto cruciale è rappresentato dalla biopsia incisionale della lesione. L’esame istologico unito all’esame clinico permettono di creare un percorso di cura ottimale per il paziente.
MATERIALI E METODI: L’articolo riporta il caso clinico di una paziente di 73 anni con un’estesa tumefazione dell’emilingua sinistra (a livello del dorso) originatasi in pochissimi giorni. La paziente in anamnesi non riporta patologie significative a livello sistemico negando inoltre l’assunzione di farmaci. L’esame clinico unito all’anamnesi riportata dalla paziente avvalora maggiormente l’ipotesi reattiva alla base della formazione della lesione. In anestesia locale si procede perciò all’escissione chirurgica tramite strumentazione smussa dell’intera neoformazione e invio al laboratorio per analisi istopatologica. A una
settimana e a tre settimane (primo follow-up) la guarigione è nella norma con un decorso post-operatorio riferito dalla paziente estremamente buono.
La diagnosi istopatologica è di “granuloma plasmacellulare”. La lesione si caratterizza per un contenuto prevalente di cellule infiammatorie, in particolare plasmacellule policlonali. La policlonalità è uno degli aspetti più importanti che permette di escludere disordini linfoproliferativi (per esempio, mieloma multiplo). Esami ematochimici e sierici specifici escludono la presenza di una IgG4-RD; questa rappresenta una malattia sistemica caratterizzata dall’accumulo a livello di più organi di plasmacellule. A seconda del numero e della gravità degli organi colpiti la malattia può avere un decorso più o meno grave. Viene perciò definita come irritativa/ traumatica, verosimilmente l’eziopatogenesi
della neoformazione oggetto del presente case-report.
Alla paziente in esame viene impostato un follow-up semestrale nel contesto delle normali visite di prevenzione odontoiatrica.
RISULTATI E CONCLUSIONI: Il corretto inquadramento di neoformazioni o di lesioni mucose del cavo orale è un aspetto fondamentale per ogni clinico. L’aspetto superficiale di lesioni sottomucose non sempre aiuta il processo diagnostico a tal punto che spesso è solo la fase intra- operatoria, oltre che l’esame istopatologico, a essere dirimente.
La correlazione di alcune malattie mucose/neoformazioni del cavo orale con patologie sistemiche, anche gravi, è eloquente di quanto l’odontoiatra possa giocare un ruolo attivo nella diagnosi di malattie più complesse a livello sistemico.
SIGNIFICATO CLINICO: Definire la tipologia di lesione, per poi attuare un protocollo medicochirurgico adeguato, risulta fondamentale per tutte le neoformazioni del cavo orale; dimensioni importanti della lesione o sedi anatomiche maggiormente a rischio necessitano di una conoscenza topografica dettagliata per scongiurare il rischio di danni anatomici o complicanze (intra- e post-operatorie) anche gravi.
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