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La gestione del paziente affetto da parodontite – Modulo 2: Principi consolidati e approcci moderni nella terapia parodontale non chirurgica della parodontite
La terapia parodontale non chirurgica è il trattamento che mira alla rimozione dei fattori eziologici e di rischio della parodontite, con l’obiettivo di prevenire ulteriori danni al parodonto e di migliorare le condizioni cliniche del paziente affetto da parodontite.
Essa si compone di diversi fasi, che comprendono il controllo della placca batterica domiciliare, la rimozione della placca batterica e dei suoi fattori ritentivi in sede sopragengivale e sottogengivale.
Scopo di questa revisione narrativa è illustrare, alla luce delle attuali linee guida per il trattamento della parodontite, gli step indispensabili per ottenere la conservazione o il ripristino di condizioni di salute parodontale.
Il controllo domiciliare di placca da parte del paziente è uno degli aspetti fondamentali della terapia parodontale e ne condiziona fortemente il successo a breve e lungo termine. Esistono diverse modalità per conquistare la collaborazione del paziente e la sua attiva partecipazione alla terapia, la cosiddetta adherence. Questo processo va accompagnato con istruzioni di igiene orale personalizzate, efficaci e realizzabili. Vengono illustrate le caratteristiche principali degli strumenti per l’igiene orale domiciliare (spazzolini manuali o elettrici, filo interdentale o scovolino ecc.) e le loro indicazioni per orientarsi nella scelta da suggerire al paziente.
Per la rimozione della placca sopra e sottogengivale vengono illustrati i principi secondo un moderno orientamento di mini-invasività. Gli strumenti manuali, meccanici o con getti di micropolveri hanno caratteristiche precise che vengono esposte per favorire la comprensione dei vantaggi e degli svantaggi o i limiti di ciascuno di essi. Storicamente l’impiego delle curette era associato alla rimozione di estese quote di cemento
radicolare, che si riteneva colonizzato da batteri e da tossine. L’orientamento attuale prevede la rimozione della placca e del tartaro (perché ritentivo di placca) senza asportazione intenzionale del cemento radicolare. Gli strumenti, alla luce di obiettivi diversi, assumono altre funzioni, con terapie spesso integrate tra di loro per ottimizzare i vantaggi di ciascuno di essi. Gli strumenti meccanici sono mezzi efficienti per la rimozione del tartaro sopragengivale e possono essere impiegati, con le giuste precauzioni, anche in sede sottogengivale dove risultano efficaci, soprattutto in aree di difficile accesso.
Vengono illustrate le terapie aggiuntive che, in accordo con la letteratura, producono un effettivo vantaggio rispetto alla sola terapia parodontale non chirurgica, consigliando le condizioni e le tempistiche più opportune. Vengono inoltre illustrati gli obiettivi della terapia parodontale non chirurgica, quali la riduzione della placca batterica, dell’infiammazione e della profondità di sondaggio necessaria per ottenere la stabilità della salute parodontale.
Gli obiettivi della terapia includono inoltre un miglioramento della qualità di vita percepita dal paziente, che a breve tempo dall’esecuzione mostra un minore discomfort e una migliore funzione masticatoria. Vengono, infine, chiariti i limiti della terapia parodontale non chirurgica che, pur ottenendo da sola sostanziali miglioramenti delle condizioni cliniche del paziente, si deve integrare in un programma più ampio di terapia parodontale, eventualmente anche chirurgica, ed è sempre seguita da terapia parodontale di sostegno che mira al mantenimento a lungo termine.



