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Tumori odontogeni benigni: aggiornamenti della classificazione WHO e implicazioni cliniche

OBIETTIVI: Scopo di questo lavoro è presentare al lettore le variazioni più significative tra la terza e la quarta edizione della classificazione WHO (rispettivamente, del 2005 e del 2017) dei tumori del distretto testa-collo, incluse le cisti dei mascellari.
Il confronto non solo mostra i cambiamenti di posizione all’interno della classificazione, ma soprattutto ha lo scopo di fornire informazioni aggiornate e utili per il clinico sulle modalità di diagnosi, trattamento e prognosi di tali lesioni.

MATERIALI E METODI: Tramite il database PubMed è stata effettuata una ricerca su tutte le classificazioni dei tumori testa e collo dal 1971 a oggi pubblicate dalla WHO per valutarne le variazioni riportate nella più recente edizione del 2017.
Inoltre, tramite lo stesso motore di ricerca sono stati selezionati gli articoli più significativi che riportassero informazioni aggiornate sui protocolli diagnostico-terapeutici di ciascuna lesione, con un focus particolare sulle lesioni che avevano subito negli anni cambi di classificazione.

RISULTATI: La classificazione del 2017 ha apportato due importanti modifiche: una sostanziale semplificazione dei sottogruppi all’interno delle lesioni benigne e maligne; la re-introduzione delle cisti odontogene all’interno della classificazione WHO dei tumori odontogeni benigni e maxillo-facciali.
Le principali variazioni dal punto di vista della modalità di trattamento hanno riguardato le seguenti lesioni: cisti odontogena ortocheratinizzata, cheratocisti odontogena, cisti odontogena calcificante, ameloblastoma metastatizzante, tumore odontogeno primordiale, fibroma cemento-ossificante, cementoma ereditario gigantiforme, displasia cemento-ossea e osteocondroma.

DISCUSSIONE: Le modifiche della classificazione WHO del 2017 non sono risultate fini a se stesse, ma hanno determinato rilevanti cambiamenti nell’approccio diagnostico-terapeutico delle lesioni del distretto testa e collo e nella frequenza e durata dei controlli post-operatori.
Infatti, l’ultima classificazione ha ridefinito il concetto di tumore odontogeno, considerato come un’entità rara (1% dei tumori del cavo orale) e benigna, ma ad andamento localmente aggressivo.
A titolo esemplificativo, la cheratocisti era stata rinominata nel 2005 dalla WHO come tumore cheratosico a causa dell’elevata percentuale di recidive e dell’aggressività locale e le modalità terapeutiche erano state modificate verso un
comportamento decisamente più aggressivo. Nella nuova classificazione del 2017, il tumore cheratosico è stato spostato dai tumori alle lesioni cistiche sotto forma di due distinte entità: la cisti odontogena ortocheratinizzata e la cheratocisti odontogena, definendo algoritmi terapeutici e di follow-up differenti e specifici per ciascuna delle due lesioni.
L’ameloblastoma, classificato nel 2005 come sola neoplasia benigna, al contrario, ha visto l’aggiunta di una nuova variante istologicamente simile ma clinicamente maligna, nota come metastatizzante. Questo ha avuto un rilevante impatto sulle modalità di trattamento che prevedono infatti una maggiore aggressività fin dall’inizio.

CONCLUSIONI: Le variazioni nella classificazione WHO dei tumori del distretto testa- collo non sono importanti solo dal punto di vista istopatologico ma forniscono informazioni di utilità clinica proponendo protocolli terapeutici razionali per ciascun istotipo preso in analisi.

SIGNIFICATO CLINICO: Riportare un aggiornamento clinico dei tumori odontogeni e come i cambiamenti di classificazione abbiano avuto implicazioni sulle modalità di trattamento e la prognosi di alcune di queste lesioni.

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Table of Contents: Vol. 90 – Issue 2 – Febbraio 2022

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