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ITI: un team internazionale vocato alla ricerca e alla condivisione delle conoscenze. Intervista a…Giacomo Oteri e Raffaele Cavalcanti
Fondata nel 1980 in Svizzera – per volontà di André Schroeder, pilastro mondiale della ricerca in implantologia, e dell’imprenditore svizzero Fritz Straumann – l’International Team for Implantology è la maggiore realtà scientifica internazionale attiva nel campo dell’implantologia dentale. Ad oggi, conta più di 18.000 membri ed è presente in 31 nazioni, tra cui l’Italia. Dental Cadmos ha incontrato il Past- Chairman Raffaele Cavalcanti e l’attuale Chairman della Sezione italiana ITI, Giacomo Oteri.
A quando risale l’avvio delle attività della Sezione italiana?
Giacomo Oteri. La Sezione italiana è stata fondata nel 2003 grazie all’attività di un gruppo qualificato di colleghi che aveva
rapporti di collaborazione scientifica con una serie di università svizzere quali quelle di Berna, Ginevra e Zurigo.
Il primo Chairman è stato il dottor Mario Roccuzzo – che attualmente riveste un ruolo nel board mondiale di ITI – e a lui si deve l’organizzazione dei primi due congressi che si sono tenuti nel 2004 a Torino e nel 2006 a Roma.
L’elemento che caratterizza principalmente questa organizzazione scientifica è l’impegno nella ricerca: dalla sua fondazione ad oggi, ITI infatti ha investito 52 milioni di dollari in ricerca di base e in attività clinica collaborando con i centri universitari più prestigiosi a livello mondiale.
Raffaele Cavalcanti. La Sezione ITI italiana conta attualmente più di 750 membri, con un numero in costante crescita, dato in controtendenza, in questo momento particolare, rispetto a quello che accade ad altre società scientifiche di area odontoiatrica italiane.
L’attività nazionale è incentrata sull’affermazione della mission ITI, in cui crediamo e con la quale ci identifichiamo profondamente: promuovere la diffusione della conoscenza in implantologia a beneficio in primis dei colleghi, ma soprattutto dei pazienti che hanno accesso a queste cure.
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