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Screening dei tumori del cavo orale e ruolo dell’igienista dentale: aspetti clinici e medico-legali

OBIETTIVI: La presente rassegna della letteratura si propone di analizzare il ruolo dell’igienista dentale nello screening dei tumori del cavo orale, con particolare attenzione ai profili di competenza professionale, al livello di conoscenza, attitudine e pratica clinica di questa figura sanitaria e alle implicazioni medico-legali connesse all’intercettazione precoce delle lesioni orali sospette.

MATERIALI E METODI: È stata condotta una ricerca bibliografica nelle banche dati PubMed e Scopus, integrata da una revisione della normativa italiana vigente e della giurisprudenza in materia di responsabilità professionale sanitaria. Sono stati inclusi studi osservazionali, revisioni sistematiche, documenti istituzionali e raccomandazioni ministeriali pertinenti al tema. Le parole chiave utilizzate comprendevano: oral cancer, screening, dental hygienist, knowledge, attitude, practice, professional liability, early detection. Non sono stati posti limiti temporali alla ricerca.

RISULTATI: L’igienista dentale, in virtù del proprio profilo professionale definito dal D.M. 137/1999 e dalla successiva normativa sulle professioni sanitarie, è investito di competenze specifiche nell’ambito della prevenzione primaria e secondaria, compresa l’intercettazione precoce delle lesioni precancerose del cavo orale. La letteratura internazionale evidenzia tuttavia una conoscenza disomogenea dei fattori di rischio del carcinoma orale tra gli igienisti dentali, con buona padronanza del ruolo del tabacco ma lacune significative riguardo ad alcol, infezione da HPV, dieta e disordini potenzialmente maligni del cavo orale. La maggioranza degli igienisti dentali dichiara di eseguire routinariamente l’esame intraorale, ma esprime il bisogno di una formazione continua più strutturata. Sul piano medico-legale, la Legge 24/2017 sulla sicurezza delle cure e la giurisprudenza della Corte di Cassazione riconoscono all’igienista dentale una posizione di garanzia autonoma nei confronti del paziente, dalla quale discende una potenziale responsabilità per condotta omissiva in caso di mancata segnalazione di lesioni
sospette all’odontoiatra di riferimento. La giurisprudenza di legittimità ha inoltre chiarito che il ritardo diagnostico in ambito oncologico genera un danno risarcibile anche quando non incide sulla sopravvivenza, poiché priva il paziente della possibilità di autodeterminarsi consapevolmente nelle scelte riguardanti il proprio percorso di vita e di cura.

CONCLUSIONI: L’igienista dentale ricopre un ruolo chiave nella prevenzione secondaria del carcinoma orale. La conoscenza disomogenea della patologia e dei suoi fattori di rischio, unitamente a un quadro normativo e giurisprudenziale che riconosce un’autonoma posizione di garanzia e impone obblighi di diligenza e aggiornamento, rendono necessari interventi formativi mirati sia nella formazione universitaria sia nell’educazione continua in medicina. L’elaborazione di protocolli condivisi tra odontoiatra e igienista dentale e l’adozione di una documentazione clinica accurata e tracciabile rappresentano una priorità per la riduzione del ritardo diagnostico e per la tutela professionale di entrambe le figure coinvolte.

SIGNIFICATO CLINICO: L’integrazione sistematica dell’esame delle mucose orali nella seduta di igiene orale professionale, supportata da protocolli condivisi con l’odontoiatra e da una documentazione clinica accurata e tracciabile, può contribuire in modo significativo alla riduzione del ritardo diagnostico nel carcinoma orale e alla tutela medico- legale sia dell’igienista dentale sia dell’odontoiatra.

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Table of Contents: Vol. 94 – Issue 7 – Settembre 2026

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