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Identificazione del DNA umano dal dente

Generare una prova scientifica costituita da un profilo di DNA estrapolato da resti umani risalenti nel tempo continua a rappresentare una delle maggiori sfide per la comunità forense; il DNA contenuto all’interno della polpa dentaria costituisce una idonea sorgente per l’identificazione. Esso, infatti, viene protetto dal degradamento dallo smalto e dalla dentina, permettendo, quindi, di preservare preziose informazioni per un tempo notevolmente superiore rispetto alle ossa o ai tessuti molli, riuscendo a resistere anche a condizioni estreme come l’incenerimento, l’immersione, la decomposizione e l’azione dei microrganismi e agenti chimici. L’intento di questo articolo è quello di comparare le tecniche di campionamento attualmente in uso, valutandone pregi e difetti, e di andarne ad analizzare le tecniche applicate per l’isolamento del materiale genetico e di come poterlo sfruttare efficacemente ai fini delle indagini forensi, dando uno sguardo a possibili approcci alternativi ai fini del miglioramento delle fasi operative.

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Table of Contents: Vol. 94 – Issue 2 – Febbraio 2026

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