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Resistenza alla fatica di un nuovo sistema implantare a connessione conica-esagonale

OBIETTIVI: Le fratture e i cedimenti strutturali degli impianti endossei possono compromettere gravemente il piano riabilitativo implanto-protesico, con notevole danno biologico ed economico; il rischio di questa evenienza è particolarmente elevato quando si utilizzano sistemi implantari di diametro ridotto o di progetto scadente. Obiettivo di questo studio in vitro è la valutazione della resistenza alla fatica di una vite implantare di nuova concezione dotata di particolari accorgimenti progettuali.

MATERIALI E METODI: Ventisette impianti slim 3,4 x 8 mm sono stati caratterizzati al carico statico e successivamente sottoposti a cicli di fatica in aria e in soluzione salina in accordo con la norma ISO 14801/2016. Gli eventi di sopravvivenza o di cedimento del sistema implantare sono stati registrati in relazione ai cicli. Nei casi di fallimento la microscopia ottica ed elettronica è stata utilizzata per stabilire i modelli di frattura e poterli confrontare con i dati forniti dell’analisi agli elementi finiti (FEA) condotta in fase progettuale.
Le forze cicliche applicate nei test sono state confrontate con le forze masticatorie riportate in letteratura per poterne derivare implicazioni cliniche potenzialmente utili al professionista.

RISULTATI: L’analisi al carico statico ha evidenziato un limite elastico di 403 ± 6.7 N e un carico massimo di 727 ± 9 N. I test di fatica eseguiti a secco e in soluzione fisiologica hanno permesso di collocare il limite di fatica tra i 200 e i 210 N. I due cedimenti avvenuti come frattura dell’impianto a livello dell’emergenza dal supporto che simulava il livello osseo confermano i punti massimi di sollecitazione previsti dalla FEA.

CONCLUSIONI: Nonostante il suo diametro ridotto questo sistema implantare, che unisce la connessione esagonale a quella conica, ha dimostrato un eccellente comportamento sotto carico ciclico. Anche in condizioni che simulano una perdita ossea del 40% della lunghezza dell’impianto, il carico sopportabile rimane largamente superiore al 50% del limite elastico del sistema e al carico ragionevolmente prevedibile durante la funzione clinica.

SIGNIFICATO CLINICO: L’alto livello di resistenza al carico statico e alla fatica ciclica in rapporto al limite elastico, unitamente al confronto dei valori ottenuti con le forze masticatorie riportate in letteratura, permette di prevedere che il sistema possa sopportare con un elevato margine di sicurezza l’ampio spettro di sollecitazioni funzionali sia nei settori anteriori che posteriori dell’arcata dentale.

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Table of Contents: Vol. 94 – Issue 2 – Febbraio 2026

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