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Incidenza dello stato anteriore parodontale sulla valutazione del danno alla luce delle linee guida
OBIETTIVI: La metodologia medico-legale per la quantificazione del danno alla persona è un sistema standardizzato volto a garantire l’equità, l’obiettività e la ripetibilità del processo valutativo. Un elemento chiave nella stima del danno è la condizione del soggetto al momento dell’evento lesivo – il cosiddetto stato anteriore – che non sempre è direttamente osservabile e può richiedere una stima tramite criteri presuntivi. In ambito odontoiatrico, l’analisi dello stato parodontale preesistente merita particolare attenzione, poiché incide significativamente sulla valutazione del danno biologico permanente derivante dalla perdita di elementi dentari.
MATERIALI E METODI: L’esigenza di standardizzare un modello diagnostico per la parodontite e di garantire l’appropriatezza degli interventi preventivi e terapeutici nel corso della malattia ha portato alla definizione di una nuova classificazione nel 2017, seguita dalla redazione delle linee guida di trattamento nel 2020, pubblicate dalla Società Italiana di Parodontologia (SIdP) sulla piattaforma del Sistema Nazionale Linee Guida (SNLG) dell’Istituto Superiore di Sanità nel 2021. Con l’introduzione della Legge n. 24 del 2017, tali linee guida hanno acquisito valore giuridico come riferimento per la pratica clinica e per la valutazione della condotta degli operatori sanitari. Pertanto, la corretta classificazione della malattia parodontale rappresenta un punto fondamentale nella valutazione medico-legale del danno nei casi di responsabilità professionale odontoiatrica.
RISULTATI: La valutazione medico-legale del danno in soggetti con patologie preesistenti è ancora oggetto di dibattito. In odontoiatria, l’estrazione degli elementi dentari residui in un paziente affetto da edentulia parziale può configurare due scenari: a) i pochi elementi presenti, sebbene recuperabili, perdono valore in quanto non più utili a fini riabilitativi; b) gli stessi elementi, ridotti nel numero ma non compromessi, acquistano un maggior valore tabellare, in quanto unici a garantire una minima funzionalità masticatoria ed estetica.
CONCLUSIONI: Nella stima del danno odontoiatrico, è fondamentale considerare lo stato parodontale pregresso, in grado di modificare radicalmente la prospettiva valutativa del danno biologico permanente in soggetti affetti da edentulia parziale. Gli Autori discutono i risultati di una consulenza tecnica d’ufficio (CTU) in ambito di responsabilità professionale odontoiatrica, in cui la richiesta risarcitoria ha riguardato un trattamento implantoprotesico effettuato dopo l’estrazione totale dei denti in un contesto di malattia parodontale non correttamente diagnosticata.
SIGNIFICATO CLINICO: L’applicazione delle linee guida parodontali nella pratica clinica quotidiana, oltre a rappresentare oggi un obbligo giuridico, consente una corretta gestione della malattia attraverso una valutazione diagnostica e prognostica adeguata, nonché una tutela del professionista in caso di contenzioso. Il loro rispetto assume inoltre rilevanza clinica e medico-legale nei casi in cui sia necessario ricostruire le condizioni preesistenti del soggetto leso, in linea con i principi di equità che guidano la quantificazione del danno.
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