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Trattamento di riassorbimento esterno cervicale invasivo con follow-up di 15 anni

OBIETTIVI: Lo scopo del presente articolo è di presentare e discutere un caso con follow-up di 15 anni di riassorbimento esterno cervicale invasivo con approccio ortodontico e protesico.

MATERIALI E METODI: Una paziente donna di 53 anni si presenta per i regolari controlli di igiene professionale e all’esecuzione dei sondaggi parodontali si nota un’irregolarità a livello del margine cervicale dell’elemento 11.
Nonostante segni clinici poco evidenti e l’assenza di qualsiasi sintomo, si rileva un difetto che viene indagato con maggiore attenzione. La radiografia endorale mostra una leggera area radiotrasparente. Spiazzando il tessuto gengivale si nota un difetto sottogengivale vestibolare cervicale evidenziato dalla colorazione rosacea. La diagnosi è quella di riassorbimento esterno.

RISULTATI E DISCUSSIONE: Il riassorbimento esterno cervicale invasivo è una patologia infiammatoria abbastanza rara, di difficile diagnosi, in quanto si presenta nella maggior parte dei casi in forma asintomatica. L’eziopatogenesi di questo tipo di riassorbimento è legata principalmente a trattamenti ortodontici, traumi o sbiancamenti endodontici, ma spesso la causa è ignota e si descrivono quindi diversi casi con origine idiopatica. In letteratura sono proposti diversi
piani di trattamento in base alla localizzazione del difetto, ma per questo caso è stato scelto un approccio conservativo di tipo ortodontico, tramite un’estrusione per esporre la porzione di radice sana e sfruttarla protesicamente per restaurare un moncone come supporto di una corona in disilicato di litio con tecnica BOPT.

CONCLUSIONI: Affrontare un caso ponendo l’attenzione sul conservare la struttura dentale residua e garantire un costo biologico minore al paziente dovrebbe sempre essere l’obiettivo clinico, anche in situazioni particolarmente complesse in cui un riassorbimento invasivo sembra lasciare poche possibilità di recupero dell’elemento.

SIGNIFICATO CLINICO: Proporre una strategia di trattamento conservativa con follow-up di 15 anni per una patologia che spesso viene curata con tecniche più complesse e invasive.

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Table of Contents: Vol. 92 – Issue 6 – Giugno 2024

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