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Endocardite infettiva: linee guida tra passato e presente

OBIETTIVI. L’endocardite infettiva è rara, ma associata a ospedalizzazione e morte nel 30% dei casi circa. Questo ha portato, negli anni, allo sviluppo di specifiche linee guida, soprattutto in pazienti a rischio, con l’indicazione a eseguire una profilassi antibiotica preventiva nei soggetti che devono affrontare determinate terapie considerate a rischio (tra cui quelle odontoiatriche) per limitare questo temibile evento avverso.
Negli anni, le linee guida hanno subito diverse modifiche, anche con differenze sostanziali tra paesi diversi, a causa della difficoltà di dimostrare con certezza se e quanto la profilassi antibiotica fosse effettivamente efficace nell’evitare l’insorgenza di endocardite infettiva. Questo lavoro mira a creare una panoramica esaustiva riguardo al percorso che ha portato, negli anni, alla creazione e alla modifica delle linee guida per la profilassi antibiotica in pazienti ad alto, medio e basso rischio di sviluppare endocardite infettiva.

MATERIALI E METODI.
Viene presentata una panoramica riguardo alle caratteristiche, alla diagnosi e alla cura dell’endocardite infettiva. Vengono prese in considerazione le principali linee guida prodotte dagli anni Cinquanta a oggi, sottolineando le differenze tra linee guida di paesi e società scientifiche diverse (American Heart Association-AHA,
European Society of Cardiology- ESC, National Institute for Health and Care Evidence-NICE).
Saranno esaminati sia le caratteristiche della profilassi antibiotica, sia le caratteristiche microbiologiche dell’infezione, sia gli aspetti legati alla tipologia dei paziente e degli interventi che richiedono la profilassi antibiotica, nonché aspetti riguardanti il rapporto costo- beneficio della terapia stessa.

RISULTATI E CONCLUSIONI.
Il concetto di profilassi antibiotica per prevenire l’endocardite infettiva è molto cambiato nel corso degli anni. La rarità della patologia e il suo costo di gestione non rendono al momento fattibile la produzione
di studi controllati randomizzati, tanto che non esistono, a oggi, evidenze definitive riguardo all’efficacia della profilassi antibiotica nella prevenzione dell’endocardite infettiva.
Al momento, le linee guida limitano la necessità di profilassi antibiotica alle categorie a rischio, soprattutto in pazienti con device cardiaci, mentre le cure odontoiatriche sono considerate cause potenziali di circa la metà dei casi di endocardite infettiva. Inoltre, di recente si è assistito a una modifica della prevalenza della patologia nel sesso maschile, a un aumento delle forme stafilococciche e fungine, rispetto alla più frequente endocardite streptococcica, e alla presenza di più interventi cardiologici che aumentano il range di pazienti a rischio di sviluppare questa condizione.
Idealmente, la formazione di gruppi di studio internazionali e di lavori multicentrici sarebbe consigliabile per aumentare la casistica, stabilire delle regole univoche in termini diagnostici e terapeutici, con il fine ultimo di standardizzare e rispondere in maniera definitiva al quesito circa l’utilità della profilassi antibiotica per la prevenzione dell’endocardite infettiva.

SIGNIFICATO CLINICO.
L’endocardite infettiva è una patologia rara ma potenzialmente fatale. Nonostante, a oggi, non esista ancora un consensus riguardo all’effettiva efficacia della profilassi antibiotica nel ridurre il rischio di sviluppare l’endocardite infettiva, la somministrazione dell’antibiotico continua a essere raccomandata nelle categorie a rischio. I dentisti dovrebbero essere sempre aggiornati sulle raccomandazioni e sull’evoluzione delle linee guida riguardo alle indicazioni per prevenire il rischio di endocardite batterica a seguito di procedure odontoiatriche.
Le linee guida più recenti enfatizzano il ruolo della salute del cavo orale e del controllo odontoiatrico regolare. Di conseguenza, chi si occupa di salute orale ha un ruolo centrale in questo processo.
I dati aggiornati e le più recenti linee guida continuano a consigliare la profilassi antibiotica in soggetti a rischio di sviluppare serie complicanze dell’endocardite batterica. I regimi antibiotici sono ulteriormente stati ridotti, escludendo la clindamicina
dai farmaci consigliati a causa dei diversi effetti collaterali riportati in letteratura. Attualmente, le endocarditi scatenate da batteriemie a partenza dalle procedure odontoiatriche sono sostanzialmente riferibili a streptococchi del gruppo Viridans, considerando quest’ultimo come target della terapia antibiotica mirata.
La consapevolezza sia da parte del clinico che del paziente assume, di conseguenza, un ruolo centrale nelle scelte cliniche dato che la profilassi rimane consigliata nei soggetti a rischio e, seppur considerati lievi, le eventualità di reazione avversa agli antibiotici vanno discusse e presentate al paziente che partecipa in modo attivo alla scelta del trattamento.

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Table of Content: Vol. 89 – Issue 09 – Novembre 2021