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Trattamento con laser a diodo di lesione vascolare labiale

Nel mondo odontostomatologico gli interessi scientifici rivolti alle lesioni vascolari (LV) sono aumentati grazie al progredire
delle conoscenze isto-patologiche, patogenetiche e cliniche che hanno consentito più accurati inquadramenti classificativi, favorendo così nuovi e più mirati approcci terapeutici.
Con la definizione di LV si intendono una serie di patologie che potenzialmente possono interessare i vasi arteriosi, venosi
e linfatici di piccolo, medio e grosso calibro. Tuttavia, la maggior parte delle LV presenti nei tessuti orali di medie e piccole dimensioni interessano i vasi di piccolo calibro, compresi i distretti capillari.
Clinicamente si possono manifestare con caratteri clinici e isto-patologici assai variabili. Le variazioni morfologiche e obiettive possono interessare le dimensioni, la distribuzione, la profondità rispetto alle superfici muco-cutanee e, infine, la presenza più o meno spiccata di componenti flogistiche.
La classificazione delle LV si è evoluta nel corso degli anni. Una prima sommaria classificazione è stata sviluppata da Virchow e Wegener, alla fine del diciottesimo secolo e seguita nel 1982 da quella più completa di Mulliken e Glovacki. A partire dal 1996 l’International Society for the Study of Vascular Anomalies (ISSVA) ha proposto una serie di classificazioni
che esprimevano sul piano clinico e tassonomico le evoluzioni conoscitive in tema di morfologia e patogenesi endoteliovascolarea.

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Table of Content: Vol. 89 – Issue 09 – Novembre 2021