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Maneggiare con cura

L’abbiamo già detto. Una delle più importanti (e sorprendenti) lezioni che ci ha insegnato questo nuovo secolo è che la realtà come la conosciamo è fragile. Eventi attesi o imprevedibili, nanometrici o macroscopici, tangibili o immateriali si sono presi gioco di chi aveva dichiarato finita la storia.

Un pugno di terroristi dirotta quattro aerei e sconvolge gli equilibri mondiali, un virus passa da un animale a un essere umano e provoca oltre sei milioni di morti (e tutto il resto), la nave che sta attraversando il canale di Suez sbaglia manovra e blocca per giorni il transito di un terzo delle merci mondiali, siccità e nubifragi cambiano aspetto alle stagioni e ai territori, una guerra improvvisa spegne vite in Ucraina, caloriferi e attività commerciali in mezza Europa.

Il direttore generale dell’OMS-WHO ha definito le resistenze batteriche “una delle più gravi minacce alla salute che l’umanità dovrà affrontare”. Secondo una stima pubblicata pochi mesi fa da Lancet, nel 2019 le morti associate alle resistenze batteriche sono state quasi 5 milioni e poco meno di 2 milioni quelle direttamente attribuibili a esse. Più dell’HIV e più della malaria per intenderci. Le grandi aziende farmaceutiche sembrano non essere interessate a sviluppare nuovi antibiotici, mentre la ricerca finanziata dal pubblico annaspa.

L’etichetta “maneggiare con cura” ci informa che abbiamo tra le mani qualcosa di fragile. E non a caso è anche lo slogan della World Antimicrobial Awareness Week (18-24 novembre). Il messaggio è semplice: gli antibiotici sono una risorsa fondamentale per tutta la medicina, li stiamo impiegando in maniera avventata, e rischiamo di ritrovarci tra pochi anni con dei cocci inutilizzabili e 10 milioni di morti all’anno.

Dovremmo tutti attaccare un post-it sul ricettario con scritto “maneggiare con
cura”.

Buona lettura.

Giovanni Lodi, Direttore Scientifico Dental Cadmos

Table of Content: Vol. 90 – Issue 9 – Novembre 2022

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