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Trattamento di depigmentazione gengivale mediante laser a diodi 980 nm

Lesioni pigmentate di varia natura sono frequentemente riscontrate nel cavo orale e possono essere correlate a condizioni fisiologiche (etniche), a malattie sistemiche (morbo di Addison), a cause vascolari, a condizioni reattive o anche neoplastiche.
Esse si verificano a seguito della deposizione di materiali esogeni, oppure ad accumulo di pigmenti endogeni quali, per esempio, la melanina prodotta dai melanociti presenti nello strato basale dell’epitelio, l’emoglobina e l’emosiderina.
Le lesioni pigmentate di tipo melanocitico possono essere fisiologiche o patologiche.
La produzione patologica di melanina all’interno della mucosa orale può essere associata a una serie di cause, quali melanomi, o disturbi sistemici, tra cui l’insufficienza surrenalica e il morbo di Cushing.
Una corretta valutazione intra- ed extraorale dei pazienti deve essere necessariamente effettuata prima di ogni approccio terapeutico per l’appropriata valutazione, diagnosi e gestione del paziente.
Attraverso l’anamnesi e l’esame clinico è possibile ricostruire: la storia della lesione, l’esordio, la durata, la localizzazione, l’aspetto e l’evoluzione della stessa.
In caso di lesioni sospette, prima di ogni approccio si rende necessaria una valutazione per eventuali variazioni nel tempo e la rimozione di ogni stimolo fisico o chimico che possa aumentare il rischio di trasformazione neoplastica. Valutando questi parametri e notando la permanenza della lesione o il suo cambiamento di forma e colore si rende necessario un esame bioptico, per la corretta collocazione diagnostica.

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Table of Content: Vol. 90 – Issue 9 – Novembre 2022

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